Nuove opportunità di investimento con l’Accordo di Partenariato Economico UE-GHANA

Luglio porta buone notizie agli imprenditori italiani e ghanesi, il vice-presidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, e il Ministro del Commercio e dell’Industria ghanese, Alan Kyerematen, hanno ufficialmente annunciato l’operatività del nuovo Accordo di Partenariato Economico UE-Ghana (Interim Economic Partnership Agreement).




L'accordo prevede, a partire dal mese di luglio, la liberalizzazione dell’accesso al mercato locale per l’80% del volume totale dell’export europeo e crea quindi nuove e migliori opportunità per coloro che vogliono investire in Ghana e commerciare in tutto il continente africano. Precedentemente, all'inizio del 2021, era già entrata in vigore l’Area di Libero Scambio Africana (African Continental Free Trade Area) con l’obiettivo di facilitare gli scambi tra i diversi stati del continente, aumentare il commercio intra-africano e promuoverne la diversificazione.

Il nuovo accordo IEPA è stato definito dal vice-presidente della Commissione una pietra miliare nelle relazioni economiche con l’Africa Occidentale. I prodotti ghanesi godevano già di libero accesso nel mercato europeo, con tariffe agevolate, a partire dal 2016, mentre le merci europee non subivano lo stesso trattamento, con questo rinnovato accordo invece aumenterà il volume totale del commercio e degli investimenti in entrambe le direzioni.

Le materie prime e i macchinari potranno essere importati a tariffe iper-agevolate con il fine di stimolare la crescita del settore industriale ghanese rendendolo più competitivo e capace di creare prodotti finiti in loco.

L’ottima negoziazione dell’accordo, inoltre, dimostra che entrambi i paesi hanno volontà di cooperare e condividono i valori di un commercio equo e regolamentato.

Gli EPAs sono stati criticati in passato in quanto tendono a raggruppare insieme più paesi della stessa area geografica, anche se presentano livelli di sviluppo completamente diversi, e a promuovere il commercio europeo indistinto con i membri di queste aree. L’area dell’Africa Occidentale, ad esempio, è stata a lungo considerata come un unico blocco monolitico, senza alcuna attenzione alla diversità sociale, culturale, economica e politica della regione e dei vari stati. Da alcuni anni però, l’Unione Europea sta gradualmente sviluppando accordi bilaterali diversificati e specifici con vari paesi in via di sviluppo, così la politica one-size fits all standardizzata e uguale per tutto il continente africano sta lasciando il posto a delle politiche più attente e indirizzate ai reali bisogni del paese partner. Soltanto continuando su questa strada sarà davvero possibile apportare dei concreti benefici a tutte le economie dei paesi partner senza svantaggiare nessuno.

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